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Tutte le tasse della benzina!
Oltre il 60% del prezzo della benzina è dovuto alle tasse, e il restante si divide fra distributori e produttori, a loro volta tassati. Se compriamo un euro di benzina, il 21% va via con l'Iva. Dai restanti 79 centesimi ne vanno tolti altri 27 per le accise nazionali: rimangono 52 centesimi. Poi c'è l'imposta sulla fabbricazione dei carburanti: alla fine da distribuire fra produttore e benzinaio, rimangono fra i 35 e i 40 centesimi. Fra le contraddizioni di questo sistema, ne emerge una su tutte: paghiamo l'Iva anche sulle accise, quindi su delle tasse che già paghiamo. Insomma una tassa sulle tasse. Ma questa accisa che cosa paga? La nostra storia, si direbbe, perché si parte con una quota per la Guerra di Abissinia del 1935, e poi si passa alla Crisi di Suez del 1956, il disastro del Vajont del 1963, l'alluvione di Firenze del 1966, il terremoto del Belice del 1968, e ancora quelli del Friuli del 1976, dell'Irpinia del 1980. Poi c'è la missione in Libano del 1983, seguita da quella in Bosnia del 1996. E ancora 2 centesimi per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004, e altri 2 per il Fus, il Fondo Unico dello Spettacolo. Dulcis in fundo nel 2011 si sono aggiunti oltre 13 centesimi fra l'emergenza immigrati per la crisi libica, l'alluvione in Liguria e Toscana e il Decreto Salva Italia dello scorso dicembre.
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Tutte le tasse della benzina!
Oltre il 60% del prezzo della benzina è dovuto alle tasse, e il restante si divide fra distributori e produttori, a loro volta tassati. Se compriamo un euro di benzina, il 21% va via con l'Iva. Dai restanti 79 centesimi ne vanno tolti altri 27 per le accise nazionali: rimangono 52 centesimi. Poi c'è l'imposta sulla fabbricazione dei carburanti: alla fine da distribuire fra produttore e benzinaio, rimangono fra i 35 e i 40 centesimi. Fra le contraddizioni di questo sistema, ne emerge una su tutte: paghiamo l'Iva anche sulle accise, quindi su delle tasse che già paghiamo. Insomma una tassa sulle tasse. Ma questa accisa che cosa paga? La nostra storia, si direbbe, perché si parte con una quota per la Guerra di Abissinia del 1935, e poi si passa alla Crisi di Suez del 1956, il disastro del Vajont del 1963, l'alluvione di Firenze del 1966, il terremoto del Belice del 1968, e ancora quelli del Friuli del 1976, dell'Irpinia del 1980. Poi c'è la missione in Libano del 1983, seguita da quella in Bosnia del 1996. E ancora 2 centesimi per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004, e altri 2 per il Fus, il Fondo Unico dello Spettacolo. Dulcis in fundo nel 2011 si sono aggiunti oltre 13 centesimi fra l'emergenza immigrati per la crisi libica, l'alluvione in Liguria e Toscana e il Decreto Salva Italia dello scorso dicembre.
Data: 25/05/12
Visualizzazioni: 90327
Video da:  AGR
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